la mia

Storia Musicale

la mia Musica vola in cielo,
più in alto dei palloni che si perdono…

Io sono un cantautore, un solitario vagabondo della Musica, mi scrivo, mi suono e mi registro da solo le mie produzioni. Le mie preferenze vanno ai Genesis, i Jethro Tull, gli Yes, Emerson Like & Palmer, Steve Winwood, Bruce Springsteen, PFM (con i quali ho avuto la fortuna di collaborare per un breve periodo) ma anche Luigi Tenco, Battisti, Daniele ma soprattutto Battiato ecc. che hanno stili diversi.

 

La mia Musica varia dal Rock al Pop, puoi ascoltare un brano dolcissimo e trovarti dopo con un brano rock.

 

Io penso che la Musica di un Artista non deve essere troppo “simile”, troppo ripetitiva, altrimenti rischia di diventare noiosa (a meno che sia di un livello talmente elevato che l’ascolto diventi subliminale), deve essere libera di spaziare nelle sue sperimentazioni in ritmi diversi, in varie sonorità ed anche in stili  diversi, sulla base delle emozioni che ha provato il compositore nel preciso momento o periodo  in cui le ha scritte. La Musica non ha stagioni  Naturalmente la voce, lo stile vocale restano e fanno riconoscere l’Artista in questione, lo caratterizzano.

 

Buon ascolto e di seguito una breve storia.

Le navi, la Numero Uno, la momentanea collaborazione con la PFM

Esperienze prima da musicista nei dancing sul territorio, poi sulle navi greche itineranti nel Mediterraneo, poi da cantautore a contratto con la mitica ‘Numero Uno’ di Battisti e Mogol e successivamente da solitario viaggiatore della Musica.

Le esperienze più significative sull’aspetto musicale sono da correlare al periodo nella Numero Uno; collaborazioni importanti tra cui quella con la Premiata Forneria Marconi nel maggio 1978, nella sala incisione di Battisti e Mogol ‘Il Mulino’.
Abbiamo registrato tre miei brani, con gli arrangiamenti di un gigante della Musica e nella vita: Franco Mussida:  Trono di paglia, Il Mercato dei fiori e Sua Maestà.

L’incontro con Giorgio Faletti

Nello stesso periodo anche la collaborazione con Giorgio Faletti, ci conoscemmo alla “Come il Vento”  Casa Editrice in via Montenapoleone a Milano, un brano, io la musica e lui un testo capolavoro “VENTURA”, non l’abbiamo mai pubblicato per colpa mia, troppo preso dai miei nuovi impegni di Marketing per andare a cercare Giorgio e fargli ascoltare gli ultimi arrangiamenti.

Sono onorato di aver collaborato con un grande artista come Giorgio,  un’artista poliedrico che definirei “totale” con un’intelligenza nettamente sopra la media. Dopo la collaborazione musicale ci siamo visti poco, ognuno preso nei propri ambiti professionali, è rimasta la stima artistica condivisa, un inedito straordinario “Ventura” ed oggi, un grande vuoto in me perché Giorgio (un vero grande, in tutti i sensi) se ne è andato via.

Collaborazioni artistiche e la scelta di uscire dal mondo discografico

Voglio citare il mio produttore discografico: Ciro Dammicco, musicista polistrumentista ed in particolare autore di un brano che ha venduto cinque milioni di copie nel mondo: “When A Child Is Born” (Soleado).      Ciro poi lasciò l’Italia per andare negli USA e ritornare nell’’83 a fondare il canale televisivo “Videomusic” e successivamente insieme al fratello Stefano a fondare nell’86 la “Eagle Pictures”. Due persone che rivedrei volentieri, soprattutto Stefano perché c’erano molte sinergie artistiche e lui è umile (cosa rara in quell’ambiente)  e molto professionale,

Sempre alla mitica “Numero Uno” c’era una piccola saletta d’incisione, ero spesso presente alle prove di Mara Cubeddu e Ivan Graziani, lei: una voce bellissima, non a caso scelta da Battisti per il duo nel brano “Due Mondi”, lui: Ivan, un chitarrista e artista a cui non credo gli sia stato attribuito il giusto valore artistico sia in passato sia nei giorni nostri, meritava molto di più dal pubblico, ma di Ivan voglio rimarcare la persona meravigliosa che era, lo trovavi in casa discografica sempre sorridente, sempre pronto a darti una parola di conforto, a me diceva “tieni duro, sei bravo, ce la farai”.

Ivan Graziani e Mara Cubeddu insieme erano troppo forti (conservo ancora l’audiocassetta dei loro provini, con brani inediti).

Allora l’AD della Numero Uno era Antonio Coni (RCA), un grande professionista ed un uomo sensibile e sincero, lui credeva nella mia arte.

In quel periodo alla Numero Uno c’era anche Mara Maionchi: era a capo dell’Ufficio Stampa ma secondo me aveva poteri maggiori.

Una mattina mi diede appuntamento in casa di Giulio Rapetti (Mogol) per una eventuale nuova possibile collaborazione, scelsi alcuni brani che eseguii con la chitarra acustica, forse scelsi dei pezzi non adatti e Giulio, a parte uno (Helenya) ,non piacquero, mi chiese di lavorare su brani nuovi e di farmi sentire appena pronto e così……  non potendo permettermi di vivere di royalty (anticipi sui dischi che sarebbero usciti in seguito), decidemmo di comune accordo con la casa discografica di sciogliere il favoloso contratto quinquennale di cantautore della Numero Uno e dopo un brevissimo approccio con la Ricordi decisi che…….   la famiglia doveva essere prioritaria alla mia arte, alla mia passione e ripresi a fare un lavoro che garantiva equilibrio e solidità al nucleo.

Ritornai così alle vendite  che mi portò in breve tempo ad essere a capo del Marketing in un grande Gruppo Commerciale dove mi sono divertito molto creando prodotti e conoscendo Uomini di ogni tipo e spessore umano, una bellissima esperienza di vita.

virgolette1
Il seguito è scritto nella mia Musica, nelle mie canzoni che continuo a creare per me, per gli alberi danzanti del mio piccolo giardino, per Lei che amo da sempre e per Voi che entrate nella mia porta, per ascoltare e sognare insieme a me storie vere o solo semplici emozioni.
… la mia Musica vola in cielo, più in alto dei palloni che si perdono…

1967, Dicembre: I Draghi

Castello di Peschiera Borromeo. Il mio primo vero gruppo, a 16 anni.

1968: I Bucanieri

Era il periodo della musica “Beat”, i Beatles, i Rolling Stones, ecc..
In quell’anno sono approdato ai Bucanieri proveniente dalle Visioni, e mi sono divertito tantissimo, soprattutto con le voci.
Arrangiavamo molti brani dando loro un nuovo volto con tre o più voci.

Abbiamo anche fatto un disco, un 45 giri in vinile.
In facciata A, il brano: “Ho visto un angelo”, sul lato B: “Sai”. Indimenticabili le prove nella torre del Castello di Pandino (Cremona) immerso nella nebbia: vedevamo fantasmi dappertutto, e allora giù di luci e di suoni “a manetta”, per non pensare alla realtà o meglio, alle immateriali presenze. Beat allo stato puro.

Formazione: Gianni Silva cantante dalla voce pulita e graffiante, Mario Gazzola batteria,  Pierre Arenzi sax, sassofonista con la “S” maiuscola, alle tastiere prima Antonio e poi  Sandro Frangioia,  Sergio Gilardoni al basso e Eugenio chitarre e voce.        

1972: sulle navi nel Mediterraneo, I Giramondo

Finito il militare a Palermo (15 mesi), dove avevamo già costituito un gruppo formato da me alla chitarra e da altri musicisti che arrivavano da gruppi famosi dell’epoca,

Io e un altro amico musicista, compagno di naia, ci giocammo’ con una moneta, in Galleria del Corso a Milano, l’unico posto di lavoro disponibile come musicista-cantante sulla nave greca “Hermes” della Epirotiki Line.

Testa: partiva lui, croce: partivo io. Uscì croce e così mi imbarcai a Venezia per crociere nel Mediterraneo con un gruppo che per l’occasione chiamammo: I Giramondo.

Da musicisti erranti e naviganti solcammo mari e avventure per mesi e mesi.

Si girava anche in zone di guerra.

Dalle immagini, su tutto, spicca la mia bellissima Fender Stratocaster del 1968.

1974: l’Orchestra Pascal

Una sezione di fiati fortissima, miglialia e miglialia  di persone hanno ballato con noi per anni nei locali di mezza Italia, Trianon e Blu Notte a Milano, “La Perla” del Casinò di Venezia, il Covo Nord Est, il Baboon, il Baccarà di Lugo di Romagna, L’Altro Mondo di Rimini, Le Rotonde di Garlasco, Le Cupole, Il Purgatorio nel cuneese, il Nibbio a Lugano e tanti altri.

Formazione: Pascal voce,  il grande professionista Gianni Gastaldo alle tastiere, Angelo Selva alla batteria, Mauro Di Salvo al basso e successivamente Antonio Carbone, Roberto Puddu (Bob Crystal) Sax e flauti, Paolo e Gianni tromba e trombone e Eugenio alla chitarra e voce.

I nostri giorni