Dedicato

Quando la grande Arte non viene capita, compresa, l’Artista vive una sofferenza interiore enorme. “Dedicato” è la mia particolare visione della vita di un grande Artista, ma in realtà é una dedica a tutti gli Artisti incompresi.

Piuttosto che leggerlo, Vi consiglio di ascoltare il mio racconto, puntando lo sguardo sugli occhi e sui tratti dell’immagine oppure lasciandosi andare, chiudendo gli occhi per concentrarci nell’ascolto. Clic qui sotto.

Un giorno un ragazzo, svegliato di buon mattino, si affacciò alla finestra e gli piacque ciò che vide, la campagna, i colori della primavera, la nascita dei nuovi fiori, si innamorò così del luogo in cui viveva e si rallegrò per essere nato lì.
In qualche modo voleva contribuire e dare qualcosa in cambio, senza pretendere altro, voleva solo essere parte attiva di quel meraviglioso luogo di Natura.

Ascoltando il suo istinto, per prima cosa prese un foglio bianco di carta e cominciò a disegnare ciò che vedeva aggiungendo del suo, da quella finestra vedeva un campo di girasoli e lo disegnò, sorridendo lo espose sulla finestra come a farlo apprezzare dai girasoli e da chiunque passasse di lì.

Nei giorni a venire poi, si procurò dei pennelli e dei colori e disegnò altri punti che aveva intorno, comprese così che la sua mente era perfettamente amalgamata coi profumi e coi colori e che nei giorni a venire questo incontro sarebbe potuto diventare l’inizio di una carriera di Arte e Natura che l’avrebbe accompagnato per tutta la vita.

Dipinti alcuni piccoli quadri, decise di portarli al mercato, sorridendo si avviò con aspettative altissime, avrebbe portato la sua Arte nelle case delle persone del paese, ma…

… nessuno si fermò ad osservare i suoi quadri ed anzi qualcuno sorrideva ironico, come dire “vai a lavorare nei campi” piuttosto che sporcare dei fogli con dei colori.

Piangendo ritornò mesto a casa sua, pensò: forse quella bellezza era frutto solo della sua immaginazione, non c’era ne Arte ne dialogo con la Natura, nulla, c’era solo l’indifferenza degli altri.

Decise di continuare a dipingere e negli anni a venire, quella tremenda indifferenza nei confronti della sua Arte, gli tolse il sorriso.

Conobbe così l’umiliazione, l’ipocrisia di chi si dichiarava amico/a mentre si comportava quasi da nemico, iniziò a capire che alle persone che aveva vicino gli interessava solo la loro ascesa, della sua Arte non gliene fregava niente a nessuno.

Allora decise così di verificare se le sue impressioni erano vere, se la sua Arte era da considerare tale e si suicidò.

Si presentò davanti al Signore che gli chiese: come ti chiami?
“Nulla, io sono il nulla mio Signore”
Non è così, io ti conosco, ho parlato alla tua anima molte volte da quel campo di girasoli, e quando guardo i tuoi quadri mi rallegro del mio creato. Coloro che sono laggiù sono poveri perchè non possiedono la capacità di capire la differenza dei colori, se i loro occhi vedono solo se stessi come potevano apprezzare la tua Arte, sono ciechi dentro.

Dimmi ora il tuo nome!
“Vincent” mio Signore,
il mio nome è “Vincent Van Goch”.

“Dedicato a Vincent Van Goch” e a tutti gli Artisti veri che soffrono l’indifferenza nei confronti della propria Arte.
Scritto “di botto” da Eugenio nel maggio 2014
Musica di Eugenio composta con Arcade by Output

5 Commenti
  • claudio censi
    Pubblicato alle 18:08h, 27 Giugno Rispondi

    Ciao, Eugenio. Sempre più bello il tuo sito web.

    • eugenio
      Pubblicato alle 16:52h, 29 Giugno Rispondi

      Claudio,
      sono contento che hai apprezzato questo articolo.
      E’ proprio una bella storia.

  • Teseo
    Pubblicato alle 21:01h, 28 Giugno Rispondi

    Ciao Eugenio, è stato un immenso onore ed una meravigliosa sorpresa conoscerti ,la più bella sorpresa dell’anno … spero di poterti incontrare presto … magari nella terra del tuo amico Ivan… un abbraccio Teseo

    • eugenio
      Pubblicato alle 12:51h, 06 Luglio Rispondi

      Teseo, leggo nelle tue parole un misterioso meraviglioso consenso che mi riempie di gioia. Grazie, spero anch’io di conoscerti.

  • Gaetano Violante
    Pubblicato alle 17:43h, 20 Settembre Rispondi

    Caro Eugenio, che dire, sono onorato di avere un fratello come te e che tutto sia di esempio ai nostri figli. Ciao, Nuccio

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